Proposte didattiche: il musical interetnico

Il Progetto Teatrale - Il musical interetnico Impariamo a raccontare

Introduzione L’attività teatrale oppure il musical interetnico nascono dall’esigenza di far scoprire le diverse sfumature della cultura orale africana attraverso momenti di gioia, di sereno lavoro creativo con i bambini delle scuole medie italiane. infatti il momento del racconto oppure quello musicale sono già di per se momenti di divertimento, ma quello che ci sembra interessante è il fatto di poter trasformare questi divertimenti in qualche cosa di utile al fine di ampliare l’orizzonte culturale dei ragazzi. La realizzazione del Musical Interetnico si articolerà in varie fasi:

Prima fase - Lavoreremo su alcune idee di partenza e raccoglieremo anche eventuali suggerimenti degli insegnanti sulle loro aspettative e sulle esigenze spaziali di un tale progetto. - Poi passeremo alla raccolta delle idee. A costituire la basi del progetto ci sarà: la narrazione autobiografica ossia l’auto narrazione, letteratura africana; la musica tradizionale e moderna (le tecniche del canto, l’uso degli strumenti musicali africani, la fabbricazione degli strumenti e di alcuni oggetti che ci serviranno. In questa fase, saranno impiegati i materiali di recupero); Le nozioni geografiche e storiche per inquadrare al meglio il Continente africano e infine, la pratica della danza, le tecniche di recita. - La costruzione di un testo teatrale attraverso gli spunti dei ragazzi. - Questa fase potrà essere completata in circa un mese lavorando (4 incontri) con circa 40 bambini e avendo a disposizione 1 animatori.

Seconda fase - Una volta ultimata la prima fase che consiste un po' nella scoperta del Continente africano e delle sue culture, provvederemo ad approfondire tutti gli stimoli dati finora, cercando soprattutto di arrivare ad una certa perfezione nel canto, nel suonare gli strumenti musicali africani, nella danza e e nella recitazione nella recita del testo “inventato”. - Contemporaneamente, si provvederà alla selezione delle competenze in questi quattro ambiti, cercando già se fosse possibile alcune figure carismatiche in vista di un spettacolo auto gestito dagli stessi bambini. - Inoltre metteremo in piedi in una specie di “squadra tecnica” per assecondare il lavoro dell’animatore. - Questa fase richiederà un altro mese (4 incontri). Terza fase È la fase finale. Consisterà nelle prove (2 o 3 incontri) per uno spettacolo pubblico (autorità, genitori ecc…in un teatro). I bambini avranno il palcoscenico tutto per loro.

Alla ricerca del Mvett

Il Progetto “Sons d’Afrique” L’autopromozione delle proprie culture d’origine, in quanto portatrici di valori nuovi, è la sfida che porta avanti in Italia il progetto Sons d’Afrique. Con questo progetto, proponiamo nuove sfide come ad esempio la figura di immigrati nel ruolo di formatore o di mediatore. Con il tempo questa nuova figura di formatore ha perfezionato le sue metodologie e può ora disporre di validi strumenti per trasmettere i propri messaggi. Il dovere di tutti quelli che credono nella interculturalità è di promuovere le reali occasioni di incontro di conoscenza tra le diverse culture, pena per l’Italia il rischio di essere in ritardo sul piano dell’integrazione socio-culturale dei suoi stranieri, con tutte le implicazioni che questo comporterebbe in fatto di intolleranza. Periodicamente organizziamo dei momenti di riflessione con intellettuali italiani e non con altri intellettuali africani presenti in Italia per individuare strategie che possano facilitare la conoscenza dell’Africa nelle scuole ma anche nella società civile. Il contesto in cui lavoriamo è stato chiamato: laboratorio interetnico. Questi sono il frutto di un percorso durato 10 anni. All’inizio, mi appoggiai agli organismi di volontariato oppure ad altri organismi e istituzioni già operativi sul territorio italiano nel capo dell’educazione interculturale, con l’intenzione di far conoscere tramite loro la cultura africana. Trovai così un metodo per intavolare un dialogo costruttivo con la società civile e le realtà istituzionali. I temi sui quali appoggiai le mie proposte didattiche erano: la musica tradizionale africana, la musica africana tra tradizione e modernità, la costruzione dei giocattoli, la tradizione orale con il racconto delle fiabe e delle epopee, l’Africa attraverso il cinema e la riflessione su alcuni temi socio-politico-religiosi dell’Africa contemporanea. Un fascicolo che potete richiedere presenta ulteriori rielaborazioni di questi percorsi didattici. Particolare attenzione è rivolta al metodo autobiografico che applico ai miei percorsi didattici sia per i ragazzi che per gli adulti. Tale metodo tende a rendere molto profondo e totale sia il momento della scelta di un percorso da seguire sia la propria implicazione all’interno del percorso prescelto. Vorrei con tutto ciò trovare, attraverso la cultura, un positivo scambio tra il Sud e il Nord del mondo, tenendo conto della specificità di ogni popolo e della ricchezza dell’incontro interculturale.

Il trio Minlan

Il trio musicale “MINLAN”

“Minlan” in lingua ewondo (Sud del Camerun) vuol dire racconti ed è proprio l’obiettivo che si prefigge questo trio appena formatosi a Milano. Ci sentiamo portatori di storie da condividere, narrazioni che vanno dalla tenera infanzia alla nostra condizione attuale. Vogliamo essere di stimolo anche per il pubblico che intendiamo coinvolgere attivamente e creativamente durante l’incontro (musicale). Ciascuno deve infatti, a partire dallo stimolo proposto, iniziare un viaggio interiore alla riscoperta del proprio essere e dei vissuti profondi, in un percorso di conoscenza delle proprie identità personali e sociali. Noi abbiamo scelto come forma di espressione artistica la musica, tra le tante esistenti: il nostro concerto si sviluppa in un alternarsi di percussioni, canti, racconti, ricordi, emozioni e suggestioni, attraverso un continuo scambio tra l’artista e lo spettatore.

Il trio è composto da:

Henri E. Olama Oyié: Chitarrista, percussionista e voce principale Laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Milano, formatore ed educatore sui temi dell’interculturalità, collabora con vari Istituti di ricerca e con il prof. Duccio Demetrio, docente di Educazione degli Adulti all’Università degli Studi di Milano, con cui ha organizzato dei seminari sull’autobiografia. Dopo aver fondato il gruppo musicale interetnico Polysonik nel 1995, Olama Oyié è alla sua seconda avventura artistica con il trio “Minlan”.

Faustin Ntsama: percussionista e corista Laureato in Sociologia dell’Educazione all’Università Gregoriana di Roma. Musicista e formatore sui temi dell’interculturalità, collabora con vari Istituti di ricerca e organismi di volontariato. Faustin è un grande conoscitore degli strumenti musicali africani a percussione. Oltre a suonare diversi tipi di tamburi, è anche esperto di “balafon”, lo xilofono tradizionale tipico delle popolazioni del Sud del Camerun.

Andrea Farrario: sassofonista e percussionista (sonagli) Laureato in filosofia all’Università degli Studi di Milano e allievo alla Civica Scuola di Jazz di Milano dove sta ultimando il suo percorso formativo. Andrea conta al suo attivo molte collaborazioni con gruppi musicali africani. Oltre ad una grande sensibilità, alla sua bravura come strumentista e ad una manifesta volontà di condividere questo percorso autobiografico, la presenza di Andrea dà anche una dimensione interculturale a questo trio.

Henri Emmanuel Olama Oyié

olama@iol.it
Via Sammartini 21
Milano, Mi 20100
Italia