"Amo la cultura africana, che ha del magico e ti fa sentire fisicamente parte della natura. I piedi appoggiati su quella terra è come se ritrovassero le radici ancestrali andate perdute. Le stesse radici degli alberi, delle piante." Paolo Brunelli
Paolo Brunelli presenta L'Africa di Viero
"Eppure, in ogni posto dappertutto, io credo, ci sia qualcosa che non finisce lì, qualcosa che ti rimane dentro, e te la porti dietro anche se all'inizio non te ne accorgi, e ti fa stare male o ti fa stare bene..." Paolo Brunelli, L'Africa di Viero
In un villaggio turistico nel cuore del Senegal Viero Lachi conosce e si innamora della bella Nabu Dijola, E linizio di un viaggio nel cuore di un continente sconosciuto che diviene un perdersi nellintimità di una donna e di un popolo, in un suono ripetuto ed elastico, come uninflessione di promessa e di danza
tam tam tam
che subito effonde nellaria calda e liquida, una vaga illusione di movimento, un prima e un dopo, un senso di immortalità terrena, una magia semplice, umana e indistruttibile
Ne L'Africa di Viero tutto appare con vigore, con forza, con vitalità. I colori sono inconfondibili, nitidi e significativi e, con essi, gli episodi e le pulsioni più intime dei personaggi.
Viero Lachi e Nabu Djiola, protagonisti del romanzo sono mirabilmente descritti da Brunelli a volte di getto e a volte, più meditatamente, tra azione e reazione, fra domanda e risposta, con segni decisi e carichi di cromatismi fatti di giallo, di ocra, di viola e di blu e di suolo immenso e straordinariamente grande, come fatto apposta per metterci su i piedi e sentirsi uomini piccoli in uno spazio semplicemente così.
"In Africa la luna è più grande, più bassa, più faccia a faccia, così che la notte non riesce a diluire i profili delle cose, come se dovessero conservare, allinterno, insieme con la loro natura, anche un lato più profondo
."
Paolo Brunelli, è nato a Pontremoli nel 1963.
Ha pubblicato: Levante (1995)
La scellerata vita di Marco Princese (1997) DIo cè (2001)