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ANGOLA

Libri

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AFRICANA
Ed. Feltrinelli, 1999
Diciannove racconti che arrivano da Angola, Mozambico, Capo Verde e Sao Tomé, paesi accomunati dall'uso del portoghese, scelto come lingua ufficiale e insieme come 'trofeo di guerra' al termine di una sanguinosa lotta per l'indipendenza. Storie di Luanda, di Maputo, delle campagne, delle isole: di ieri, al tempo del dominio portoghese e negli anni della guerra, di oggi, nella difficile costruzione del presente. Storie che corrono di bocca in bocca, fiorite nella tradizione orale. Autori internazionalmente affermati (come Luandino Vieira, Pepetela e Mia Couto), grandi personaggi della lotta per l'independenza (come Agostinho Neto, primo presidente dell'Angola indipendente), nuove voci più ironiche e disincantate (come quelle di Germano Almeida e José Eduardo Agualsa) compongono un quadro dinamico e variegato. Un universo in cui convivono modernità e tradizione, la sacralità della parola detta e la suggestione della scrittura, la lingua europea e le tante lingue d'Africa. Mondi che stridono nell'incontro, alla ricerca di una composizione: di tutto questo è fatta l'identità africana.

BAIA DOS TIGRES
Pedro Rosa Mendes – Ed. Einaudi, 2001
Nel 1884-85 gli esploratori portoghesi Capelo e Ivens attraversano l'Africa da Moçamedes, in Angola, fino a Quelimane, in Mozambico, e descrivono il loro viaggio nel classico "De Angola à Contracosta". Pedro Rosa Mendes, centodieci anni e mille accadimenti dopo, si pone sulle loro tracce: vuole ritrovare quei giorni, quelle vastità, quella gloria naturale. Centodieci anni e mille accadimenti dopo Pedro Rosa Mendes ci dona l'epos di una storia dimenticata, di una natura e di un'umanità devastate dal canceroso predominio dei campi minati. Di un mondo ove campeggia un odio puntuale come le stagioni, trionfano le pratiche cavillose e convulse d'una burocrazia elefantiaca, dilaga la retorica autocelebrativa di regimi divisi solo da uno spago teso tra due alberi. E' la storia di un continente in larga parte sconosciuto a noi europei, ma vissuta e soprattutto sofferta da milioni di africani. Una storia surreale, quasi incredibile, dove la parola speranza esiste ancora, ma vien detta con un filo di voce.

LA VITA VERA DI DOMINGOS XAVIER
José Luandino Vieira, trad. di Vincenzo Barca- Ed. Pironti, Napoli, 2004.
Scritto nel 1961 (ma pubblicato, per motivi di censura, solo nel 1974) questo libro appartiene alla prima fase della produzione di Luandino, fortemente marcata dall’impegno diretto nella lotta anticoloniale e ancora poco preoccupata dalle questioni di ordine formale (linguaggio e forma narrativa in primo luogo) che segneranno tutta la produzione successiva. Contemporanea al sollevamento di Luanda (4 febbraio 1961) l’opera prende l’avvio dalla cattura da parte delle autorità portoghesi di un lavoratore impegnato nel movimento clandestino anticoloniale. Da questo momento la storia si dipana seguendo due punti di vista dominanti: quello dello stesso Domingos, tradotto di carcere in carcere e sottoposto a pesanti interrogatori e torture per estorcergli i nomi dei compagni, e quello della moglie Maria, che dalla campagna, col figlio piccolo in braccio, parte per Luanda in cerca del marito prigioniero...l

PERCORSI
Wanda Ramos -Ed. Guaraldi AIEP
La protagonista, portoghese-angolana, seguendo il flusso dei ricordi narra la lacerazione profonda che segna chi è legato a due mondi inconciliabili, quello africano della sua infanzia e quello della potenza colonizzatrice a cui per nascita appartiene. Wanda Ramos nata da genitori portoghesi in Angola nel 1948, ha vissuto in questo paese i primi anni della sua vita ed un breve drammatico periodo all’inizio degli anni ‘70, in piena guerriglia anticoloniale, insieme al marito medico militare. Si è laureata in lingua tedesca e inglese e vive a Lisbona, dedicandosi alla traduzione di saggi e romanzi di numerosi autori del nord e del sud del mondo. Poetessa e scrittrice, ha esordito nel romanzo con Percorsi.

QUANDO ZUMBI PRESE RIO
José Eduardo Agualusa– Ed. La nuova frontiera, 2005
Già dalla dedica l’autore, angolano, ci racconta la chiave con cui ha aperto la porta del Brasile: il libro è dedicato a quattro scrittori (Jorge Amado, Rubem Fonseca, João Ubaldo Ribeiro e Cacá Diegues) e ai tre più grandi musicisti brasiliani (viventi) della bossa nova e del tropicalismo: Chico Buarque, Gilberto Gil e Caetano Veloso. Il quadro che apre il romanzo è di poche parole e ci catapulta alla fine della storia: in una scena che fa subito pensare all’inizio sconvolgente di Apocalipse Now (la scena sarà infatti ripresa a poche pagine dalla fine con il titolo apocalisse), vediamo una decina di elicotteri volteggiare nel cielo azzurrissimo, «facendo agitare le acque morte della laguna...














































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