Siti erotici e pornografici
Era assolutamente inevitabile entrare a contatto con siti erotici e pornografici che alla prostituzione fanno diretto o indiretto riferimento. Il primissimo – per questo lo ricordiamo – è stato un sito che, dando spazio al nostro appello contro la riduzione in schiavitù delle ragazze, ha affermato che tutti i clienti devono prendere atto di questa situazione e che, per questo – proponeva – coloro che desiderano entrare a contatto con prostitute sicuramente “libere”, evitando di alimentare le situazioni di schiavitù, possono tranquillamente ... “cliccare qui”: un comando “entra” apre pagine e pagine di indirizzi e contatti con donne e ragazze di tutta Europa le quali, apparentemente, si prostituirebbero liberamente.
Il secondo è lo spazio di Jonathan, un italiano che, senza nascondere la sua esperienza come cliente, ha allestito un primo sito e poi un secondo nei quali argomenta, in modo dettagliato, la questione della prostituzione e si sceglie un bersaglio per critiche durissime: don Benzi, del quale il sito dice peste e corna, contestandone, oltre che le affermazioni, anche i risultati.
Il terzo contatto è con un giornalista valdostano che gestisce una delle più forti reti nazionali di pornografia, pubblica giornali di annunci e spazi Internet, promuove programmi televisivi e vendita di oggettistica varia, ecc. con disinvoltura e completo distacco da qualsiasi riflessione morale o moralistica... considerando, semplicemente, che questo è il suo lavoro.
Il quarto contatto è stato, per molti versi, doloroso: un sito di clienti milanesi documenta, angolo di strada per angolo di strada, l’identità delle ragazze che vi “lavorano”, le prestazioni che svolgono, i prezzi, ecc. ecc., addirittura dando consigli ai clienti sulle migliori modalità di approccio e di comportamento. La maggior parte delle ragazze recensite e segnalate in questo modo, non ne sono informate e non ne sono consapevoli; inutile e falso – quindi – fingere che si tratti di ragazze che scelgono liberamente di prostituirsi.
L’esistenza di questa molteplicità di siti, di riviste, di pubblicazioni di annunci, evidenzia che il nostro lavoro sui clienti è di una complessità assoluta e che la nostra esperienza sul campo è, comunque, completa. Quel che è difficile far comprendere è che in strada, in rete o attraverso i giornali o in altri modi, noi del Progetto siamo gli unici che possono parlare da uomo a uomo agli altri uomini, clienti attivi e non pentiti come si usa dire, attivi cioè e per nulla interessati ad altro che evitare di frequentare una ragazza costretta a prostituirsi.
Inevitabile che l’attività del nostro Progetto sia – di contro - portata avanti soltanto da persone consapevoli ed intenzionate a trasformare la loro esperienza in una positiva dinamica sociale e solidale.
Ma la realtà è durissima, complessa e inenarrabile per alcuni suoi aspetti di vera depravazione dei quali siamo consci. Si sappia, comunque, che ci troviamo talvolta di fronte a situazioni di uomini affetti da vere e proprie patologie affettive e sessuali e che, a fronte di queste situazioni, li indirizziamo ad un medico specialista.
Così come siamo consapevoli che distribuire volantini ai clienti in strada, parlare dei clienti, operare contro la tratta, ci attira inevitabilmente “attenzioni” che si trasformano – spesso – in telefonate di insulti e di minacce, aggressioni fisiche, invasione dei nostri indirizzi mail con materiali pornografici talvolta sorprendentemente equivoci: spesso aprendo un messaggio che riporta un nome e un cognome italiano che ci spinge a ritenere si tratti di un nuovo contatto, scopriamo che qualcuno che ci propone materiale porno e che con quella nostra ingenua apertura del messaggio, abbiamo dato il via ad una catena multiforme di messaggi che ci arriveranno, poi, per mesi e mesi. Tutto ciò ci permette, comunque, di avere un quadro assolutamente completo della realtà dei clienti e di essere “esperti” in materia, ben al di là degli schematismi sociologici, ma – come si dice - per acquisizioni ed esperienza sul campo.
Siti commerciali
Non è difficile, digitando parole chiave riferite alla nostra attività, imbattersi in siti ... “commerciali” che immettono nei loro spazi, note e materiali su diversi argomenti solo per attirare l’attenzione di nuovi lettori, sperando – forse – che attraverso la ricerca, ad esempio, di una associazione come la nostra, questi si decidano poi, ad acquistare altro. Questi siti non sono di alcun interesse per la diffusione delle nostre idee, ma il loro numero sono la riprova del fatto che il nostro Progetto è considerato una concreta voce di attrazione.